Perché Google è stata condannata

Il giudice Oscar Magi, nel motivare la condanna di tre dirigenti di Google a sei mesi di carcere per la violazione della privacy, scrive: "Non esiste la sconfinata prateria di internet, dove tutto è permesso e niente può essere vietato, pena la scomunica mondiale del popolo del web. Esistono invece leggi che codificano comportamenti e che creano degli obblighi che, ove non rispettati, conducono al riconoscimento di una responsabilità penale". Leggi Le conseguenze di Google
6 AGO 20
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Esistono invece leggi che codificano comportamenti e che creano degli obblighi che, ove non rispettati, conducono al riconoscimento di una responsabilità penale". Inoltre, scrive il giudice, "l'informativa sulla privacy era del tutto carente o comunque talmente nascosta nelle condizioni generali del contratto da risultare assolutamente inefficace per i fini previsti dalla legge. Google Italy trattava i dati contenuti nel video scaricati sulla piattaforma e ne era responsabile quindi perlomeno ai fini della legge sulla privacy".
Il 24 febbraio scorso, Oscar Magi, aveva condannato i tre dirigenti ritenendoli responsabili per la pubblicazione sul Web di un video in cui un minore subiva delle angherie da parte di suoi compagni in un istituto tecnico di Torino.
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